Caffeina e studenti: amicizia pericolosa?

Caffeina e studenti: amicizia pericolosa?

Lo studente indeciso ai fornelli non lo è mai di fronte ad una caffettiera. Per iniziare bene la giornata tutto ciò che serve è 1,3,7-trimetil-1H-purin-2,6(3H,7H)-dione, una parolaccia che altro non è che il nome chimico della molecola dello studente: la caffeina. Ma che cosa è di preciso questo composto che con così pochi atomi è riuscito ad entrare nelle case di tutto il mondo? Quali sono i suoi effetti sull’organismo? Fino a quando varrà il beneficio di una pagina di studio in più e da che punto, invece, diventa dannoso?

La caffeina: conosciamola meglio

Cominciamo col dire che la caffeina è una sostanza naturale, presente nelle piante di caffè, cacao e tè. In questi vegetali è prodotta come veleno per insetti, ma nell’organismo umano agisce sul sistema nervoso stimolando il rilascio di ormoni come l’adrenalina: in pratica va a mimare una situazione che fisiologicamente si avrebbe al termine di una corsa o una forte emozione. E’ perfetta per chi ha appena ingurgitato tre piatti di pasta e si trova ad affrontare quel nemico insidioso che è l’abbiocco post prandiale: la caffeina lo combatte aumentando la frequenza del battito cardiaco, l’afflusso di sangue ai muscoli e l’attivazione cerebrale.

Quando iniziano i problemi?

La prima regola da tenere a mente è che abuso di caffè chiama abuso di caffè, perché, esattamente come per le droghe, provare lo stesso effetto richiederà dosi sempre maggiori. Se credete di risolvere i vostri problemi di concentrazione bevendo di più, questo andrà bene per un esame, forse una sessione, ma sicuramente non fino alla laurea.

Per non parlare di un vero e proprio disturbo patologico: il caffeinismo. I sintomi iniziano a manifestarsi superate le 5 tazzine al dì e includono ansia, irrequietezza, nervosismo, insonnia e tremori.

Un vecchio medico del medioevo, Paracelso, diceva: «Tutto è veleno, niente è veleno: conta solo la dose». Purtroppo per noi, vale anche per il caffè!

 

Italo Aromolo
(Studente di Medicina presso l’Università Cattolica di Roma)

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