Più felici e concentrati? Il segreto è nell’acqua!

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Le regole per essere sempre freschi a lezione, concentrati durante un’interrogazione, felici anche in periodo esami o svegli durante una conferenza infinita, sono poche ma essenziali: aver dormito bene e almeno 7 ore, avere uno stile di vita regolare e… bere acqua!

Quanta acqua dovremmo bere?

Sembra banale, ma bere regolarmente ci permette di essere sempre al top. Molti studi hanno dimostrato che consumare i 2 litri di acqua al giorno consigliati (salvo diverse indicazioni per attività fisica intensa, influenza, stato di salute) ci permette, oltre a mantenere il peso forma, di essere sempre in forma. L’acqua è una delle componenti principali del corpo ed è essenziale, ecco perché viene anche chiamata oro blu. Ci permette di eliminare le tossine in eccesso, depurare l’organismo, trasportare nutrienti… Insomma, un vero toccasana.

La carenza d’acqua può causare disidratazione, una condizione che non permette al corpo di funzionare come dovrebbe e questo può causare affaticamento e senso di stanchezza. Nemica numero uno degli studenti.

Ovviamente sappiamo che l’acqua non la prendiamo solo allo stato puro, ma con frutta e verdura, sotto forma di te o tisana o come frullato. Allo stesso tempo è ovvio anche che, quel che succede nel corpo se assunta come tale o come ingrediente è diverso. Quella pura ci permette di entrare nell’organismo e trascinare con sé tutto ciò che è da eliminare, se come ingrediente aiuta ad aumentare la quantità di acqua nel corpo e aiutare nell’eliminazione di quella in eccesso.

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Ma perché bere?

Bere acqua aiuta a regolare lo stimolo dell’appetito, a favorire il senso di sazietà, a stimolare il metabolismo e a bruciare più calorie. Il nostro fisico non può quindi che ringraziarci se beviamo un po’ di più. Inoltre, bere acqua è fondamentale per compensare la perdita di liquidi, soprattutto dopo notti insonni sui libri o allenamenti-pausa-studio. E per la pelle secca, che colpisce molte di noi studentesse troppo impegnate a farci prendere dall’ansia per poter dedicare qualche minuto a darci creme idratanti, è la cura migliore.

Non dimentichiamo che la disidratazione è una delle cause più comuni di mal di testa. Basta un bicchiere d’acqua per migliorare la concentrazione e alleviare il dolore. Bere un bicchiere d’acqua prima di affrontare una prova o un compito permette al cervello di ricaricarsi e di migliorare le nostre capacità cognitive, rendendoci più concentrati e attenti. Bere un bicchiere d’acqua soddisferebbe le esigenze del cervello, spesso sottovalutate. Chi soffre di perdita di concentrazione o memoria non può fare a meno di acqua, essendo il cervello composto per la maggior parte di acqua, che stimola le cellule nervose, è davvero necessario.

Un semplice bicchiere d’acqua potrebbe farvi sentire più forti e in forma di una tazzina di caffè. Impossibile? Assolutamente no, diversi studi lo hanno dimostrato. E non da ultimo bere permette un miglior rilascio di endorfine, sostanze legate alla felicità e al buonumore. Il corpo si sentirà meglio e di conseguenza la mente sarà più serena e persino l’aspetto fisico migliorerà. Provare per credere!

Nei post-serate universitarie, l’acqua non può mancare

Ragazzi, ho un’altra bella notizia. Noi giovani, diciamocelo, non passiamo ogni ora a studiare e se si ha bevuto un po’ troppo la sera (ovviamente non parlo più di acqua!), prima di andare a letto bevetene almeno mezzo litro, vi aiuterà a stare molto meglio il mattino dopo. Serve per reidratare il corpo e ripristinare i fluidi eliminando più facilmente etanolo (alcol) con sudore e urina. Biochimicamente permette di riattivare il ciclo di Krebs, che ci permette di produrre energia ed averne a disposizione, bloccato dall’alcol.

Vi lascio con un piccolo consiglio: ascoltate il vostro corpo, lui vi indicherà la quantità giusta di acqua. Attenzione: non significa che dovete bere solo quando avete sete, ma che il vostro corpo vi lancia segnali che dovete saper cogliere ogni giorno.

 

Marika Lombardi
(Studentessa di Scienze della Nutrizione presso l’Università di Urbino)

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