Universitari e stile di vita. Bocciateci anche questo!

Universitari e stile di vita. Bocciateci anche questo!

E ci risiamo. Di nuovo al centro dell’attenzione. Come se non bastassero già i professori, adesso anche i giornali ci “bocciano“. Questa volta per i nostri stili di vita. Infatti, appena due giorni fa, sono stati divulgati i risultati dell’indagine “Sportello Salute Giovani“, basata su uno studio sugli stili di vita degli universitari effettuato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità.

Quello che viene fuori (almeno leggendo alcune testate nazionali) sembrerebbe un quadro da “gioventù bruciata“, in preda a vizi, stravizi e…smartphones! Vediamo perchè.

Mangiamo davvero poca frutta e verdura?

Degli 8.516 studenti (67% donne e 33% uomini) di 10 università italiane dislocate in tutta la penisola e di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, 4 su 10 consumano le porzioni giornaliere di frutta raccomandate dagli esperti e solo 2 su 10 quelle di verdura.

Le studentesse avrebbero delle abitudini alimentari più salutari  rispetto ai colleghi maschi: circa la metà raggiunge il consumo giornaliero di frutta e poco meno di un terzo di loro quello di verdura. Per gli uomini le percentuali sono, rispettivamente, 33% e 12%.
Inoltre, solo l’8,5% degli universitari consumerebbe 5 pasti al giorno e più di un terzo non farebbe la prima colazione ogni mattina.

Insalate di post, tweet e followers?

Fa sorridere, poi, come un’autorevole testata nazionale faccia seguire a questi dati la seguente affermazione:
«In compenso, abbonda l’uso di telefonini: tutti gli studenti hanno almeno un telefono cellulare e 7 su 10 usano lo smartphone per essere connessi. Per fortuna, 8 su 10 si sentono in buona o ottima salute».

Cosa significa? Che non mangiamo frutta e verdura perchè abbiamo le mani occupate dallo smartphone? Che mangiamo insalate di post, tweet e followers? Sembrerebbe di si. E saremmo così ingenui da crederci anche in “ottima salute”.

A questo stile di vita da sbandati, un inspiegabile ed eccessivo consumo di caffeina per l’11% degli studenti. Forse credono che gli studenti universitari siano delle pile auto-ricaricabili. O forse dovremmo imparare da quelli che lavorano negli uffici?

Siamo davvero così sbagliati?

O forse, basterebbe solo piccoli miglioramenti da parte di tutti. Come, ad esempio, l’incremento della disponibilità di strutture sportive nei campus universitari, suggerito opportunamente dalla stessa indagine al fine di permettere agli studenti di praticare più attività fisica. O la possibilità di poter parlare con qualcuno dei propri problemi, come accaduto dal 2011 al 2013 presso le sedi di Roma, Milano e Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in cui sono stati aperti (con ottimi risultati di frequenza) tre sportelli di counseling. E magari un caffè in meno lo prenderemmo pure.

#ieatit – Io la mangio

È per questo motivo che Lo Studente Indeciso ai Fornelli ha deciso di lanciare la campagna “#ieatit – Io la mangio!“, con la quale vuole dimostrare che lo stile di vita degli studenti non è come quello dipinto nelle ultime ore dai media.

Come fare? Semplice: basta farsi un selfie con un qualsiasi frutto/ortaggio e condividerla su Facebook o Instagram con l’hashtag #ieatit, per far vedere a tutti che anche noi studenti universitari sappiamo prenderci cura di noi stessi.

Ed ora…bocciateci anche questo

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