Vacanze di Pasqua: ecco come sopravvivere quando finiscono

Vacanze di Pasqua: ecco come sopravvivere quando finiscono

Noi studenti fuori sede siamo degli eroi contemporanei maledettamente incompresi. Nessuno meglio di noi sa cosa significhi ripartire per la propria città universitaria dopo le vacanze, siano esse natalizie o pasquali: pulizie da fare, panni sporchi da lavare, coinquilini da sopportare e frigo da riempire. Tanti piccoli satelliti di ordinaria vita studentesca che ruotano attorno ad un unico, buio e terrificante pianeta: il secondo semestre!

Piano A: riempire la valigia di munizioni per il semestre!

Tuttavia, il soggiorno nella città d’origine gioca a nostro favore. Chi è che quando “torna giù” non coglie l’occasione per fare dei rifornimenti? Dieci chili di cibo made in sud è quello che ci vuole per farci sentire meglio, ma anche per semplificarci il lavoro domestico, in particolare quello culinario.

Per esempio: se sappiamo di avere gli esami e le lezioni da seguire e poco tempo per cucinare e fare la spesa, sarà meglio mettere in valigia una vasta gamma di sughi pronti direttamente imbottigliati dalla mamma, come quelli alle verdure o ai funghi, o, ancora, il sugo classico o il ragù. Possono, poi, esserci di grandissimo aiuto le confetture, i biscotti o anche le torte (come un pan di spagna allo yogurt o una crostata) da trasportare facilmente nei contenitori ermetici.

Si, lo so che la focaccia con le cipolle di zia Maria con l’olio piccante è la morte sua, ma ricordiamoci che abbiamo bisogno di cose pratiche (il nostro prezioso cibo deve affrontare otto ore di viaggio insieme a noi) e salutari (almeno un po’).

Piano B: giocare d’anticipo

Per chi invece si muove in aereo e deve (ahimè!) tenere sotto controllo il peso del bagaglio è sempre meglio giocare d’anticipo. In che senso? Sono le sei del pomeriggio e siamo appena atterrati a Milano, Roma o Bologna. Per tutto il viaggio in aereo abbiamo cercato di mascherare il gorgoglio del nostro stomaco affamato con dei patetici colpi di tosse (solo per pudore nei confronti di chi viaggiava al nostro fianco), ma a casa non abbiamo assolutamente nulla da mangiare.

Per evitare di sopravvivere attraverso pizze a domicilio fino agli esami, per poi andare a svuotare il supermercato (e il conto in banca), sarà meglio tutelarsi prima della partenza: conservare due bottiglie d’acqua, un pacco di pasta ed un barattolo di sugo in dispensa è già una garanzia. Se riuscissimo poi, addirittura, a congelare una cotoletta e delle patatine sarebbe una vera e propria gioia. Provare per credere!

 

Eleonora Galati

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